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  • Smartphone nuovi ogni anno. Che senso ha??

    Smartphone nuovi ogni anno. Che senso ha??

    Nothing il primo luglio ha presentato il suo nuovo smartphone di punta: il Nothing Phone (3). Come al solito il focus è sul design, ma questa volta la ‘ciccia’ è molta di più: buon processore, buon comparto fotografico e un utilizzo dell’AI che si distingue da una concorrenza che ‘appiccica’ sempre più a sproposito quel termine – anche dove non c’è nulla di intelligente.

    La giovane azienda londinese sta lavorando in modo eccellente: a marzo ha presentato il Phone (3a), dichiarandosi un’azienda “adulta”. Ora vuole dimostralo anche sul mercato di fascia alta.

    Il focus di questo articolo però vuole essere un’altro. In un mondo dove ogni anno assistiamo al lancio di nuovi smartphone – spesso con miglioramenti minimi rispetto ai modelli precedenti – l’azienda guidata dal fondatore di OnePlus ha scelto un’altra strada: il Nothing Phone (3) arriva a due anni dal precedente.

    Il mercato degli smartphone – come quello dei tablet o dei PC – si può ormai considerare assolutamente maturo. L’innovazione c’è, ma non giustifica un nuovo rilascio ogni dodici mesi.

    Gli smartphone di oggi durano. E a distanza di uno o due anni – o a volte anche tre – possono essere ancora acquistati e considerati attuali. Non è un caso infatti che le aziende stanno iniziando ad allungare in modo significativo il supporto software. Google è stata la prima, con i Pixel 8 a cui sono garantiti 7 anni di aggiornamenti di Android e 7 anni di aggiornamenti di sicurezza. Samsung l’ha seguita a ruota con gli S25 e ora anche Nothing che promette di garantire 5 anni di aggiornamenti software e 7 per quanto riguarda gli aggiornamenti di sicurezza.

    Source: @madebygoogle in X

    Il tema degli aggiornamenti non si limita al dato in sé. Google, con i suoi Pixel, ha saputo dimostrare negli ultimi anni che il software può far – anziché peggiorare – migliorare gli smartphone nel tempo. Con la sua attenzione a questo tema big G è stata in grado di vendere alle persone dei dispositivi che, grazie all’arrivo di nuove funzionalità e quant’altro, miglioravano nel tempo. E le persone si trovavano dopo un anno con un telefono migliore di quello che avevano acquistato.

    Il cliente è quindi soddisfatto. Se invece egli compra un dato telefono e dopo pochi mesi esce già la nuova versione sente di avere in mano un apparecchio vecchio ed è deluso.

    Tornando a Nothing: per gli stessi fan dell’azienda è stato strano vedere il Phone (3) a due anni dal precedente. E il CEO risponde così:

    There’s no set rule like you have to release a flagship phone every ‘x’ amount of months or years. Why can’t you make a flagship phone every five years or three years or six months? Where’s the rule that says what you can do and cannot do?

    E spiega poi il fatto che ormai il margine di miglioramento è sempre minore:

    There’s not much you can do anymore, the smartphone is so mature as a product category. If we had a new flagship every year I don’t really know what we would do… like a little bit faster processor every year?

    Alla domanda “c’è un po’ di forza nell’aspettare un po’ e poi il tipo di aggiornamenti sembreranno più consistenti?” Carl Pei spiega come loro stessi hanno imparato quando hanno rilasciato il Phone 2 dopo solo un anno dalla prima generazione:

    We said the industry was boring, and one part of it being boring is like everything looks the same. So then you go and release something that looks pretty much the same? […] It’s actually quite nice, you know, having that breathing space to kind of not be ‘on the hamster wheel’ to deliver something all the time.

    Effettivamente il fatto che le aziende si ‘prendano il proprio tempo’ per sviluppare le nuove generazioni di smartphone può essere un pretesto per dare maggiore importanza al design cosicché le persone possano essere anche più interessate a comprare un determinato dispositivo, soprattutto per i più giovani. Insomma, uno smartphone che percepisci ti possa rappresentare diventerebbe una mossa di marketing non da poco.

    C’è però da considerare un’altra questione. Rallentando i rilasci, le aziende potrebbero trovarsi con il loro ultimo flagship già vecchio di un anno e mezzo o due, e quindi a non essere competitive sul mercato. La soluzione a questo problema è già nel fatto che oggigiorno gli smartphone ‘vecchi’ di un paio d’anni sono considerabili ancora, appunto, attuali.

    Riguardo a Nothing e a questa intuizione è tutto ancora da determinare. Potrebbe esserci un cambio di rotta e potremmo ritrovarci fra un anno con l’annuncio della quarta generazione del top di gamma della casa londinese.

    Una cosa è certa: questa piccola – per ora – startup Europea sta lavorando bene. Essa ha dimostrato, attraverso la nuova funzione ‘Essencial space’ di saper proporre delle ottime implementazioni delle tecnologie AI e sta dimostrando di sapersi muovere in modo eccellente nella fascia media. Il futuro promette bene. Si vedrà.