Autore: Nicholas Fabris

  • Oggi la diplomazia vince – una pace durevole per Gaza e il medioeiente

    “Abbiamo lavorato all’unisono come un’unica squadra per arrivare a questi accordi”, dice il primo ministro qatariota.

    “Tutti hanno lavorato instancabilmente per mesi”, dice Biden, enunciando i successi della sua amministrazione.

    Dopo più di quindici mesi di massacri, sofferenze e attese, è successo: l’accordo tra Israele e Hamas è stato raggiunto.

    I negoziati hanno sintetizzato un accordo in tre fasi:

    (I) fase:

    La prima fase, che inizierà il 19 gennaio, è quella del cessate il fuoco, del rilascio degli ostaggi e del ritiro graduale della IDF da aree cruciali della striscia. In più i negoziati in questa fase saranno fondamentali per la definizione di cosa succederà nelle altre due:

    “Ali della Libertà” è il nome scelto per la missione per riportare a casa gli ostaggi

    – Liberazione di 33 ostaggi (donne, bambini, anziani e malati).
    – Rilascio di circa 1.000 prigionieri palestinesi.
    – Ritiro graduale delle forze israeliane a ridosso della frontiera, in particolare dal corridoio di Netzarim e da parte di quello di Philadelphia (sempre stato uno degli elementi che faceva saltare gli accordi).
    – Ritorno dei civili palestinesi nel nord di Gaza.
    – Consegna di 600 camion di aiuti umanitari al giorno.

    (II) e (III) fase:

    La seconda fase sarà quella del ritiro totale di Israele da Gaza e del cessate il fuoco permanente. La terza fase dovrebbe essere quella dell’implementazione di uno stato palestinese internazionalmente riconosciuto e sostenuto che governi sia la Cisgiordania che la striscia.

    Ovviamente l’incertezza sul raggiungimento solamente della seconda fase è tanta, troppa. Un punto dolente, il punto dolente, è il possibile disinteressamento di Israele nel fare proseguire i negoziati in seguito al rilascio dello ostaggi. Per la diplomazia Israeliana inoltre “nella situazione attuale, creare uno Stato palestinese vorrebbe dire creare uno Stato con Hamas”.

    Il primo ministro qatariota, in conferenza stampa, dice che “il futuro dell’accordo dipenderà dalla volontà delle parti in gioco”. “Le mediazioni continueranno per tutta la prima fase”.

    “Se i negoziati dureranno più di sei settimane in cessate il fuoco durerà per tutto il tempo dei negoziati”, dice Biden, che chiude la conferenza stampa dicendosi fiducioso.


    Il momento in cui è arrivato questo accordo non è per niente casuale, a cavallo tra la fine dell’amministrazione Biden e il ritorno di Trump. Per il presidente USA è stato fondamentale chiudere la propria amministrazione con qualcosa di sensazionale, che dà al mondo una speranza per il futuro del medioriente, tanto da cancellare la sua ultima visita all’estero, xké doveva essere in Italia. Ma anche il prossimo inquilino della White House ci ha messo del suo. The Donald infatti è stato tra i primi ad annunciare la chiusura dell’accordo, che su Truth annuncia: “WE HAVE A DEAL FOR THE HOSTAGES IN THE MIDDLE EAST. THEY WILL BE RELEASED SHORTLY. THANK YOU”. Il suo avviso rivolto ad Hamas, quello in cui diceva che se gli ostaggi non fossero stati rilasciati entro il 20 gennaio avrebbe “scatenato l’inferno in medioriente”, pare abbia dato i propri frutti.


    Joe Biden in conferenza stampa elenca i successi della sua amministrazione: Hamas è più debole che mai. Il Libano ha un nuovo presidente non filo-Hamas. “Dopo oltre 15 mesi di guerra, i leader di Hamas sono morti, molti dei loro guerriglieri sono morti, le loro formazioni militari sono state quasi del tutto annientate e non sanno più dove chiedere aiuto. E alla fine, si sono accordati per il rilascio degli ostaggi. Non c’era nessun altro modo per porre fine a questa guerra se non con un accordo sugli ostaggi”. “Questo accordo fa sì che il popolo di Gaza potrà finalmente riprendersi e ricostruire, potrà guardare ad un futuro senza Hamas al potere”. Infinde dice che oggi “i nostri amici sono più forti, i nostri nemici più deboli”.

    Insomma, il mondo festeggia ma, come dicevo prima, l’incertezza è ancora tanta. Vediamo cosa riusciranno a fare i negoziati durante la prima fase. Vero è che cose belle come quelle che devono succedere nella nostra fase non sembrano, purtroppo, appartenere al nostro mondo.

    Voglio però concludere l’articolo con una dichiarazione del prossimo presidente USA, colui che prenderà il testimone e soprattutto muoverà le leve della diplomazia mondiale nei prossimi cinque anni. Ci fa paura, è vero. E ce ne farà ancora. Ci stupirà e ci farà arrabbiare e demoralizzare, quando in preda al populismo più sfrenato. Sarà però anche un Donald molto diverso da quello degli ultimi anni, ci riserverà anche delle belle sorprese. Restiamo fiduciosi.

    “Continueremo a promuovere la pace attraverso la forza in tutta la regione, mentre ci basiamo sullo slancio di questo cessate il fuoco per espandere ulteriormente gli Storici Accordi di Abramo”. Ci assicureremo*che Gaza non diventi mai più un rifugio sicuro per i terroristi”.

  • Pacchi AI sotto l’albero

    Pacchi AI sotto l’albero

    Il 2024 è stato un anno importante per tutto il mondo AI, è stato l’anno che ha decretato il passaggio dai modelli “solamente” text-to-text a quelli -quasi- completamente multimodali. È stato l’anno dell’annuncio di Sora, dell’esplosione di NotebookLM, di GPT4-o e la sua modalità vocale. È stato l’anno di Apple Intelligence, di Llama 3, dell’arrivo massiccio di Grok dentro X.

    Fino a venti giorni fa era chiaro che la leadership indiscussa di tutto il panorama AI restava; con tutte le difficoltà, dai rilasci avvenuti mesi dopo gli annunci, alle fughe di cervelli dall’azienda, Ilya Sutskever in primis; salda nella mani di Sam Altman e OpenAI, dalla collaborazione con Apple all’annuncio della serie di modelli o1. Rimanevano però alcuni malumori rispetto all’azienda tra gli appassionati del settore.

    Shipmas – la mossa perfetta di OpenAI

    Il 4 dicembre diventa tutto più certo con l’annuncio dei 12 giorni di “shipmas”: 12 giorni di anunci e rilasci: OpenAI non ha perso colpi.

    Il 5 dicembre OpenAI annuncia la versione “full” di o1, il modello che “pensa” prima di rispondere, e allo stesso tempo annuncia il nuovo piano di abbonamento “Pro” da 200 USD, che da accesso illimitato a GPT4o, o1 e o1-mini e accesso limitato alla “pro mode” di o1, che usa ancora più computer power e quindi pensa ancora di più prima di rispondere.

    Il 9 dicembre c’è stata la presentazione del nuovo modello text-to-video Sora-turbo e della piattaforma dedicata sora.com, accessibile ovunque fuori dall’UE e in esclusiva agli utenti plus e pro. La realese è arrivata dopo diversi mesi, in quanto l’annuncio iniziale è stato a febbraio di quest’anno, ma l’attesa ha portato i suoi frutti e ha permesso i controlli di sicurezza del modello e la creazione di una piattaforma pensata per i creativi.

    Il 10 dicembre OpenAI ha rilasciato la funzione Canvas a tutti gli utenti, anche quelli non paganti e ha inserito la possibilità di eseguire il codice -per il momento solo python- direttamente nella piattaforma.

    L’11 dicembre, qualche ora prima che OpenAI parlasse degli aggiornamenti alla collaborazione con l’azienda di Cupertino per la sua Apple Intelligence, Google, che sembrava essere ormai stata dimenticata, annuncia in pompa magna la “Gemini 2.0 era”, sorprendendo tutti. Questo annuncio ci dà una visuale su quello che sarà il 2025.

    2025 – the year of AI agents

    Con l’annuncio di Gemini 2.0 flash, più performante persino dei modelli 1.5 pro, big G manda un messaggio chiaro a chi segue il settore e agli investitori: “Non sottovalutateci, abbiamo e avremo ancora più assi nella manica”. È già, perché non è la prestazione di 2.0 flash a stupire, perché a farlo è tutto ciò che questo modello rende e renderà possibile: l’era degli Agenti. Di seguito gli annunci che Google ha fatto finora:

    • Project Asta: annunciato la prima volta al Google I/O di Maggio ‘24, con l’intento di creare un assistente 24/7 “always-on Gemini” che possa vedere e sentire tutto ciò che vedi e senti tu. Potrebbe aiutarti nel montare un mobile e ricordarti dove hai lasciato le istruzioni. In compenso OpenAI ha rilasciato il 12 dicembre la modalità video in advance voice mode. La modalità audio e video di Gemini -che gli permette di parlare con te e di connettersi alla tua fotocamera o di vedere lo schermo su cui stai lavorando per lavorare insieme- è per il momento disponibile solo nelle piattaforme pensate per gli sviluppatori come Google AI Studio.
    • Project Mariner: una AI che permette a Gemini di usare sotto i tuoi occhi il tuo browser Chrome, per fare acquisti online, ricerche, presentazioni, mandare mail o altro.
    • NotebookLM: l’AI di Google per studiare che riceve in importante aggiornamento grafico con una UX basata su tre finestre: quella delle fonti, quella della chat e quella “Studio”, in cui tenere scrivere e consultare le note (che possono essere scritte dall’utente o dall’AI) e in cui generare podcast, anche di 30 o 40 minuti se si è fortunati. È stata aggiunta la funzione di intervenire nel podcast, facendo domande agli host AI ed è stato introdotto il piano a pagamento “Plus”, per ora per le aziende e per le università ma presto sarà disponibile anche un’offerta consumer tramite Google One.
    • Project Moohan, lo vedremo più in basso nell’articolo
    • Jules: un Agente per la programmazione che “utilizzando Gemini 2.0, si integra perfettamente con GitHub e consente di delegare le correzioni di bug e altre attività che richiedono molto tempo, in modo da potersi concentrare su questioni più critiche”.
    • Deep Reserch: la risposta di Google a Perplexity che consente di fare delle vere e proprie ricerche online con Gemini e crea alla fine un resoconto in Docs. È più lento di Perplexity ma crea delle risposte più qualitative ed approfondite. Più info qui e di seguito una recensione completa chelstra il funzionamento dell funzione.

    Nel frattempo il 12 dicembre OpenAI rilascia la condivisione in tempo reale della fotocamera in voice mode, introduce i Projects, simili a quelli di Anthropic e agli Spaces di Perplexity permettono di tenere tutte le chat di una categoria inn un unico posto, con la possibilità di avere delle istruzioni dedicate per quelle chat e una knowledge base di file che si possono caricare e che l’AI userà per rispondere. Il 16 dicembre ChatGPT Serch diventa disponibile per tutti, anche gli utenti del piano Free ed è integrato in Advance Voice Mode, in Canvas ed è stata aggiunta la possibilità di usare Apple Maps “così potrai cercare e chattare su ristoranti e attività commerciali locali con informazioni aggiornate”.

    Project Moohan – la sfida di Google a Quest e Vision Pro

    Il 12 dicembre Google, in collaborazione con Samsung e Qualcomm; presenta Android XR il nuovo sistema operativo dell’azionda di Mountain View pensato per la realta aumentata e virtuale. È il primo OS progettato dalle fondamenta con e per Gemini. Infatti sul blog di Big G si legge: “Gli occhiali -e i visori, ndb- con Android XR permetteranno di toccare con mano la potenza di Gemini”.

    Alla presentazione è stato fatto vedere quello che sarà il visore di Samsung e che verrà probabilmente presentato al prossimo unpaked insieme ai Galaxy S25 series e che dovrebbe, secondo le indiscrezioni, tenersi il 22 gennaio.

    Un’immagine di quello che sarà il visore di Samsung

    Un aspetto fondamentale, e che troviamo anche su VisionOS, è il tracciamento degli occhi, che consente agli utenti di interagire con gli elementi guardandoli, eliminando la necessità di continui movimenti delle mani.

    Nel segmento degli occhiali smart vedo molto potenziale, in quello della MR un po’ meno. È possibile che commercialmente funzioni. Io però parlo di un’altra cosa. Potremo identificare fra dieci anni un prima e dopo MR? Lo possiamo fare con gli smartphone, lo possiamo fare con gli auricolari bluetooth, fatico a vedere per il momento un qualcosa che possa segnare un cambiamento drastico nella nostra routine quotidiana. Spero però che quel qualcosa arriverà e sarà interessante capire da chi arriverà: se da Meta, se da Apple, se da Google, o se da un’azienda nuova che riuscirà ad imporsi.

    Vittoria di Google?

    Il 16 dicembre Google presenta Veo 2, la nuova iterazione del loro modello di generazione video. Anche su questo punto l’azienda di Sundar Pichai vince su quella di Altman. Veo 2 inffati, comparato con Sora Turbo, regala un realismo e una “comprensione” della fisica maggiori, presentando numerosi esempi video con istruzioni dettagliate che dimostrano il controllo avanzato della telecamera e del dettaglio nei singoli frame.

    19 dicembre, nel penultimo giorno di Shipmas, OpenAI presenta “un nuovo modo di lavorare con ChatGPT”. Questa nuova funzione permette, per il momento solo su Mac, di fare in modo che ChatGPT interagisca direttamente con le nostre app, sfruttando una maggiore comprensione del contesto. Al momento le app compatibili con questa funzione sono alcune app per note, tra cui Notion e Apple Notes e alcune e app per la programmazione. OpenAI dice che hanno “intenzione di rendere disponibile questa funzionalità agli utenti Windows e Free il prossimo anno”.

    Un’ora prima della live di OpenAI però, Google presenta Gemini 2.0 flash thinking, il diretto concorrente di o1-mini. Questa è la prova ultima: Big G non è rimasta indietro, hanno continuato a lavorare e ora stanno arrivando i frutti, tutti in un colpo. Infatti il modello della regina delle ricerche è -o in ogni caso sembra essere- migliore di quello di OpenAI. In più 2.0 flash thinking mostra integralmente la sua CoT, a differenza dei modelli o1 che forniscono solo un riassunto di ogni “anello” della catena.

    Chatbot Arena Leaderboard al 25 dicembre ’24 (Buon Natale)

    Insomma, Google sembra avere vinto, sembra essersi rialzata da un biennio infelice per quando riguarda la competizione nell’area AI, e così è. OpenAI però ha in serbo per l’ultimo giorno di Shipmas, il 20 dicembre, un’ultima sorpresa, che non sarà in grado di riportare le cose come erano prima, dove Google era largamente indietro rispetto ai laboratori delle più giovani start-up, ma che manda un chiaro segnale da parte di Sam Altman e i suoi: “Siamo ancora un passo avanti a tutti”.

    A questo proposito però voglio parlare anche di una dichiarazione di Satya Nadella, CEO di Microsoft. Quest’ultimo ha infatti parlato del fatto che OpenAI abbia avuto due anni di vantaggio nello sviluppo dell’AI, e che questa possibilità non si ripresenterà più. Possiamo interpretare questa dichiarazione in due modi.

    1. “Sarà difficile sonfiggerci”, vista la partnership che Microsoft gode con OpenAI.
    2. “Da qui in avanti saremo tutti sulla stessa linea di partenza, quindi ancje noi (di Microsoft) avremo la nostra possibilità”.

    Che ne dite?

    In questa intervista Nadella ha parlato anche di come il SaaS (Software as a Service, in altre parole le app) verrà rimpiazzato (o comunque in larga parte) dagli Agents, che saranno in grado di mettere in contatto più facilmente l’utente con i database. Qui l’intervista completa.

    AGI nel 2025? Proprio così, o3 ne è la prova

    I risultati dei vari modelli di OpenAI al benchmark ARC-AGI. Quest’immagine è andata virale su X e mostra la curva delle capacità dell’AI che cresce esponenzialmente

    Nell’ultimo giorno di Shipmas, il 20 dicembre, OpenAI ha presentato -ma non rilasciato- la prossima versione dei modelli “o”, o3 e o3-mini, saltando la versione o2. Questi modelli hanno sorpreso tutti, tanto che qualcuno ha pensato di chiamarli AGI. o3 ha infatti raggiunto una percentuale incredibilmente più alta -l’87%- rispetto ai modelli precedenti nel benchmark più difficile di ARC, ARC-AGI, considerato il punto di riferimento nel raggiungere l’AGI. Questo ha portato ARC a cercare una collaborazione con OpenAI nella creazione di nuovi benchmark per fissare nuovi standard e capire le potenzialità dei nostri modelli. In più o3 è riuscito a risolvere il 25% dei più difficili problemi matematici che mettono in difficoltà anche i migliori matematici. I modelli precedenti non arrivavano a più del 2%. Al momento il modello sarà disponibile ai ricercatori per il solo fine di test di sicurezza, di cui OpenAI sembra interessarsi parecchio ultimamente viste le uscite di alcune persone proprio per questo motivo.

    Ci si potrebbe dilungare ore per parlare di questo modello, ma qui non ne abbiamo lo spazio, quindi vi lascio con un punto di vista interessante di seguito e qui sopra un video assolutamente da vedere che parla delle reazioni delle migliori menti a questo annuncio:


    Altre AI news di dicembre 2024

    • Nel trambusto generale è xAI -che ha appena annunciato una nuova serie di raccolta fondi da ben 6 miliardi USD- che cerca di ricordare a tutti che anche loro stanno macinando con Musk che dice che il training di Grok 3 continua con 10 volte il computer power di Grok 2 e presto 20 volte in più. In questi giorni è stata anche rilasciata l’app di Grok per IOS e Grok web (grok.com).
    • Il buon Zuck invece annuncia che MetaAI ha ora 600 mln di utenti attivi al mese e annuncia Llama 3.3 70B, l’ultima realese di Llama 3 e che performa come la versione 405B (ma ad una frazione del costo). Ricorda anche che “la prossima fermata è Llama 4” e che anche loro stanno lavorando, mentre costruiscono un datacenter da più di 2 GW che useranno per addestrare i futuri modelli.
    • Google ci dice qui che “la disponibilità generale (di Gemini 2.0 flash, ndb) avverrà a partire da gennaio, insieme ad altre dimensioni del modello”. È quindi facile immaginare che si parli della versione di punta di Gemini 2.0, che andrà a concorrere direttamente con GPT5/Orion, e che sarà probabilmente denominata “2.0 Pro”.
    • La grande assente sembra essere Anthropic, in quanto non abbiamo informazioni riguardo al prossimo modello di punta Claude 3.5 Opus. Vedremo cosa tireranno fuori, se aspettano che le acque si siano calmate per avere più attenzione mediatica o se, come ipotizza qualcuno, non sono stati molto fortunati con l’addestramento.
    • Ad essere in difficoltà con il prossimo LLM di punta potrebbe essere anche OpenAI, che a detta del WSJ è delusa dai risultati dell’addestramento avvenuto finora. Risultati che non giustificano gli enormi costi. Questo dubbio era sorto già in seguito ad un report simile di The Information, a cui era seguita una smentita da parte di Sam Altman. Qui più info.
    • Perplexity ha aggiunto la possibilità di impostare delle custom sources all’interno delle Spaces (la versione di Perplexity dei Projects di OpenAI e Anthropic). Questa funzione permette di fare ricerche solo nei siti che si preferisce e da fonti che si ritengono affidabili. In più Perplexity ha annunciato l’acquisizione di Carbon che consentirà “agli utenti di collegare app come Notion e Google Docs direttamente a Perplexity”.
    • Google ha sviluppato un nuovo chip per il calcolo quantistico chiamato Willow che ha eseguito in meno di 5 minuti un calcolo di riferimento che a uno dei supercomputer più veloci di oggi impiegherebbe 10.000.000.000.000.000.000.000.000 anni. WOW. Qui un articolo de La Ragione che ne parla.
  • Il Coraggio di Partire – il racconto di due giornate

    Con l’evento “Il coraggio di partire” che si è tenuto sabato 23 novembre, e domenica 24, le tre associazioni promotrici dell’evento vogliono indicare una strada. Anzi, vogliono parlare e fare parlare di un percorso: quale strada prendere, con quale cavallo percorrerla, come prepararsi, come raggiungere l’arrivo avendo moltiplicato i cavalli e i cavalieri. Per parlare di questo viaggio si è deciso di partire non dalle persone, da chi cavalcherà davanti a tutti, ma di parlare dei temi, di quale è il punto di arrivo, che cavalli scegliere, quanto veloce farli andare.

    C’è stato prima di tutto un confronto eccellentemente moderato da Andrea Bignami, conduttore di Sky TG 24 Economia, tra Carlo Cottarelli, Carlo Alberto Carnevale Maffé e Alessandro De Nicola. In seguito si sono susseguiti interventi da parte di insegnanti, imprenditori, persone che stanno partecipando nei territori e infine i leader nazionali.

    Ho selezionato alcune idee, spunti, punti salienti dell’evento.

    Sabato

    DAVIDE TABARELLI:

    • Senza energia non c’è crescita (la decrescita felice della richiesta di energia non ha senso – tema che è ritornato più volte nell’evento, ndb)

    CARLO ALBERTO CARNEVALE MAFFÉ:

    • Se la democrazia è malata e manca il medico – un partito liberale – non ha senso parlare dei temi (perché su quelli siamo d’accordo, ndb)
    • Partito liberale deve parlare con la tecnologia, senza lasciarla ai 5S. Ai giovani non arriva il volantino al mercato (con frecciatina a Calenda), non leggono neanche Il Riformista.
    • Serve l’alternativa tra l’oligopolio di poche aziende (si sta parlando dei prezzi troppo bassi per la troppa concorrenza nelle aziende di rete dati, ndb) e il monopolio dello stato per troppe regole
    • Ha parlato di nuovo in conclusione di saper usare la tecnologia e non lasciarla ai russi

    CARLO COTTARELLI:

    • Il cittadino non voterà per quello o quell’altro se fa una buona legge sui balneari o sui tassisti, ma il voto dei tassisti o balneari cambierà – è il problema delle corporazioni – la concorrenza è a lungo termine – serve tempo per strappare uno ad uno questi problemi (le corporazioni)
    • Domanda dal pubblico – risposta: sarà difficile diminuire il rapporto debito/PIL con le nuove regole poco stringenti del patto di stabilità

    MAURO GRASSI:

    • In Italia abbiamo troppi soggetti che si occupano dell’acqua
    • Con il PNRR non è stato toccato abbastanza il problema dell’acqua
    • Per fare un serio piano bisogna passare da 6 a 17 miliardi per rilanciare il paese rispetto al problema dell’acqua – il totale degli anni del problema sono 176 mld – che è meno di quello che si ha speso per i bonus edilizi

    GUIDO SARACCO:

    • Non si può pensare intelligentemente le applicazioni delle nuove tecnologie senza le discipline umanistiche e gli umanisti hanno bisogno di conoscere le basi scientifiche delle nuove tecnologie
    • È necessario fare in modo che queste tecnologie – ad esempio l’intelligenza artificiale – siano italiane

    ALESSIO CARCIOFI:

    • Telefono a 6 anni
    • 6,4 ore di smartphone al giorno – nessuno ci insegna come usare questi strumenti
    • Non dare il cellulare significa semplicemente ritardare il problema
    • La sfida è quella di andare sulle piattaforme, viverle, ma poi sapere ritornare (diritto di disconnessione)

    CESARE GALLI:

    • Mettere i paletti solo dove e quando servono e a livello europeo riguardo al tema AI
    • Regolamentare in questo modo, anche avendo regolamenti diversi tra i vari stati UE è inutile oltre che sbagliato

    LAURA SIDOTI:

    • Lo Ius scholae è necessario ma non sufficiente – la scuola è in grado di formare dei cittadini che siano italiani e che credono nei nostri valori? Dipende
    • I temi politici nelle scuole vengono evitati, in Francia parlare di Shoah è ritenuto scomodo
    • Vogliamo giovani che ci criticano!
    • Bellissimo intervento

    COSTANTINO DE BLASI:

    • l’Italia non è un paese facile per portare parole come concorrenza, merito, ecc
    • C’è in Italia la richiesta di partito liberale?
    • Come avvicinare le persone a concetti di merito, concorrenza, democrazia? – le persone non conoscono bene questi temi
    • Dobbiamo dire cose forti, dobbiamo capire come parlare con un linguaggio difficile, dire cose che le persone non vogliono sentirsi dire. La competitività e concorrenza lasciano qualcuno da parte ma fanno bene al corpo del paese
    • È necessario un partito liberale? SI. Dobbiamo dire parole dure.
    • Il progetto politico serve se si ara e concima il terreno. Si deve stimolare la domanda politica nel modo giusto.
    • Cercate di capire come parlare ad un pubblico che non è quello di iscritti ma che vi deve votare.
    • Domanda dal pubblico: Quale è la sua posizione sul premierato? – risposta: Io penso che devono essere messe da parte in questo paese le riforme istituzionali. Servono? Si, ma ci sono altre cose da fare.

    FRANCESCA SCOPELLITI:

    • Delmastro per le sue dichiarazioni sul togliere il respiro doveva farlo sollevare all’incarico da parte della presidente del consiglio e mandarlo via dal partito, mandarlo in carcere così capisce e mandarlo a scuola (questo tema è ritornato più volte nell’evento)

    MASSIMILIANO ANNETTA:

    • La riforma della giustizia non si fa perché non la vuole fare nessuno

    Domenica

    LE VOCI DEL TERRITORIO:

    • Contendibilità nei territori – i dirigenti territoriali sono nominati dai leader nazionali – io non so chi sia il mio rappresentante territoriale

    EMANUELE CRISTELLI:

    • Ripartiamo dalle università – sono i giovani e giovanissimi che hanno rappresentato la forza del terzo polo
    • Abbassare le tasse agli studenti meritevoli

    EMANUELA PISTOIA:

    • Lo scopo del territorio è quello di intercettare la domanda politica anche che proviene da chi ha votato un mondo sovranista e populista – non deve servire come circolo dei fan del leader

    GIANPAOLO SODANO:

    • Non si costruisce una comunità solida e coesa su un programma, bisogna unire un programma ai candidati. Ma non non abbiamo delle liste, abbiamo bisogno di un partito. A palazzo Chigi si scrivono le norme e i decreti ma alla società serve di più: costruire e pensare il futuro. Questo si fa con il coraggio della speranza

    Sono passati anche Alberto Forchielli e Michele Boldrin (il secondo però non ha parlato). Ho avuto la possibilità do porre un paio di domande a Forchielli, trovate qui l’articolo del blog.

    VOCI DAI TERRITORI:

    • Voler essere liberi significa volere che anche gli altri siano liberi

    ALBERTO MARCHETTI:

    • Citando Einaudi: serve l’eguaglianza dei punti di partenza

    VOCI DAI TERRITORI :

    • Il tempo pieno obbligatorio (nelle scuole, ndb) deve essere un cambiamento epocale
    • Per creare le competenze servono le conoscenze
    • Con l’era digitale la burocrazia nella scuola è aumentata, questo è un SOS
    • Mense gratuite nelle scuole – togliere l’onere di mettere 85/100€ al mese dalle tasche degli italiani per la mensa scolastica può essere un modo per prendere voti

    ROBERTO BELLIA:

    • Nos è felicissima di lavorare con OL, con Libdem, ma serve unire tutte le forze di quest’area

    GIORGIA BELLUCCI:

    • Non abbiamo bisogno di federatori, quelli li lasciamo al centrosinistra
    • Non ci si scusa mai in politica quando si sbaglia ma noi lo faremo perché noi avremo un modo nuovo di fare politica

    È seguito poi un bel intervento di Oscar Giannino

    CARLO COTTARELLI:

    • Noi siamo contro sia al monopolio pubblico che a quello privato

    ALESSANDRO TOMMASI:

    • Parlando di soldi: non c’è niente di eroico nel fare politica con poco
    • Essere giovani non è un valore se si ferma ad una dato anagrafico
    • Non è uno sconto tra generazioni, dobbiamo andare insieme

    ANDREA MARCUCCI:

    • Bellissimo intervento
    • I liberali hanno fatto la storia dell’occidente perché hanno creduto nel futuro e nelle capacità e libertà individuali
    • Quelli che si professano liberali e non vogliono unirsi avranno una grande responsabilità. Noi apriamo le braccia a tutti. Saremo pronti a discutere di temi, saremo pronti sui territori, saremo pronti a costruire insieme un partito
    • Bisogna smettere di pensare a ciò che ci divide perché essendo liberali ci sarà sempre qualcosa che ci divide

    GIULIA PASTORELLA:

    È arrivata a sorpresa sul palco Giulia Pastorella, che si è recentemente candidata contro Carlo Calenda alla segreteria di Azione, per andare verso un partito unico.

    • Vi prego di non sputare su chi ci ha preceduto (Calenda, ndb) e in buona fede voleva andare dove vogliamo andare noi

    LUIGI MARATTIN:

    • Ci dicono che siamo dei folli: la vera follia sarebbe rimanere inermi e rassegnati
    • Cita Alessandro De Nicola nel 2012: “possiamo spensdere perché siamo keynesiani. Con i propri soldi nessuno è keynesiano”
    • La politica funzionerà quando si capirà che chi è accanto a te non è un competitor ma qualcuno con cui cooperare e qualcuno che tu aiuta a fare meglio
    • Bisogna capire, anche chi vi parla, che quando ci si rende conto che si può essere un ostacolo si deve fare qualcos’altro – e io lo farò
    • Dare agli italiani la possibilità di scegliere il proprio parlamentare è quello che vogliamo fare, con il proporzionale o con le preferenze
    • Un partito che non usa i territori come dei camion su cui arriva il Messia
    • La nostra scuola di formazione sarà un luogo dove si formerà i ragazzi, li si esaminerà e li si boccerà

    Insomma, sala piena, evento di successo, persone da tutte le componenti del mondo repubblicano-liberale di centro. Il cantiere è aperto. Ora è necessario concentrarsi su ciò che unisce, e magari usare le lievi differenze come un’opportunità per avere un’offerta finale migliore perché, per citare Andrea Marcucci “essendo liberali ci sarà sempre qualcosa che ci divide”.

    Grazie per avermi letto!

  • Alberto Forchielli: intervista esclusiva e spunti dall’evento “Il Coraggio di Partire”

    Durante l’evento “Il Coraggio di Partire”, organizzato il 24 novembre a Milano, Alberto Forchielli ha condiviso interessanti spunti e riflessioni sul panorama politico ed economico italiano. A margine del suo intervento, ho avuto l’opportunità di porgli alcune domande dirette.

    Come si fa a fare in modo che le aziende italiane abbiano un boost di esportazioni maggiore di quello che già hanno, anche magari con un supporto dal governo – ad esempio facendo come Macron in Francia che porta gli imprenditori francesi da Xi Jinping?

    “Non è questa la priorità. Ormai siamo terzi al mondo per esportazioni pro capite. Il problema non è quanto esportiamo: è che il valore aggiunto non è abbastanza alto. Gli stipendi sono bassi nonostante il fatto che siamo una potenza esportativa. Abbiamo bisogno di un più alto margine, quindi anche attraverso un processo di innovazione. Non c’è bisogno di marketing, siamo bravi a fare il marketing, è che non vendiamo ad un prezzo abbastanza alto e non abbiamo prodotti abbastanza innovativi, vendiamo sempre la stessa musica: mobili, piastrelle. Abbiamo bisogno di innovazione”.


    Dentro il movimento Drin Drin ci sono altre forze che spingono verso un’unione con OL, Nos, LibDem? Ad esempio sappiamo che Michele Boldrin tende a criticare spesso i politici che hanno fatto negli ultimi anni. In generale, dentro al movimento c’è una forza che vuole andare verso l’unione?

    “Assolutamente sì, c’è un forte interesse a parlare. Poi bisogna vedere ma c’è un forte interesse a parlare, poiché rispettiamo molto la profondità politica dell’onorevole Marattin”.


    Durante il suo discorso sul palco de Il Coraggio di Partire,Alberto Forchielli ha parlato di vari temi. Ho selezionato alcuni spunti:

    • “Guardiamo ad Orizzonti Liberali con grande interesse”. “Vedo una certa profondità politica nel movimento di Mattin e da lì abbiamo molto da imparare”.
    • I nostri programmi possono variare nell’intensità, nell’ordine delle priorità – ad esempio noi puntiamo molto sui giovani, vogliamo mettere i giovani al centro, creare un ambiente innovativo (ma le idee sono abbastanza sovrapponibili, ndb).
    • Mancanza di Venture Capital in Europa: Forchielli ha ricordato che le grandi aziende americane nascono grazie a sistemi di venture capital, un meccanismo che manca in Europa.
    • Crescita del movimento Drin Drin: Ha condiviso numeri, tra cui i 6.500 iscritti e donatori attualmente coinvolti, organizzati su Discord, con tavoli tematici simili a quelli di OL. L’obiettivo è arrivare a 8.000 iscritti.
    • Attrazione di talenti dall’estero: Ha citato migliaia di curriculum ricevuti da persone straordinarie, inclusi moltissimi italiani all’estero desiderosi di tornare.
  • Qualcomm nel fuoco incrociato: Android trema

    Sembrava impossibile da anche solo immaginare, ma oggi Qualcomm è sotto scacco: l’azienda di San Diego è sotto il fuoco incrociato da una parte dai competitor Intel e AMD, e dall’altra da un partner storico come Arm, mentre anche NVIDIA si prepara ad entrare in scena. Insomma, il futuro di Qualcomm non è mai stato così incerto.

    Snapdragon 8 Elite: una promessa di potenza

    Il recente lancio dello Snapdragon 8 Elite ha rappresentato un cambio di passo in termini di prestazioni dei chip android. Questo nuovo SoC rappresenta un’importante evoluzione rispetto alle generazioni precedenti. Basato sui core Oryon di seconda generazione, progettati interamente da Qualcomm tramite Nuvia, Snapdragon 8 Elite offre un miglioramento del 45% delle prestazioni rispetto allo Snapdragon 8 Gen 3. Le specifiche parlano chiaro: i due core principali passano da 3,3 a 4,32 GHz e la memoria cache diventa da 24 MB che contribuisce a migliorare l’efficienza e le prestazioni complessive del sistema e soprattutto è fabbricato con il nodo N3E a 3nm di TSMC.

    Non è tutto oro ciò che luccica però. Android Authority ha provato uno dei primi smartphone con lo Snap 8 Elite: il Realme GT7 Pro. La rivista ha testato il nuovo SoC che, dai suoi test effettuati su Geekbench 6, pareggia l’A18 Pro di IPhone 16. Arriva però a definire il chipset un “hot mess” al punto che non è riuscito a finire uno stress test della GPU. 

    La guerra delle licenze: Qualcomm contro Arm

    Qualche giorno dopo Bloomberg riporta di aver visionato un documento in cui Arm ha mandato un preavviso di 60 giorni a Qualcomm sulla cancellazione delle licenze che permettono al chip-maker californiano di usufruire delle architetture disegnate da Arm nella costruzione dei suoi chip.

    Facciamo però un passo indietro, per capire da dove nasce la diatriba tra le due aziende americane. 

    Nel gennaio 2021 Qualcomm ha acquistato Nuvia per 1,4 mln di dollari. La startup, Fondata da ex ingegneri Apple (che hanno inventato proprio la serie “A” di chip attorno a cui si forgiano i telefonini della mela morsicata), si è distinta nella progettazione di core per chip che l’ha resa appetibile per Qualcomm nella sfida contro l’azienda di Cupertino.

    I chip Nuvia, inizialmente chiamati Phoenix e poi diventati Orion (e adesso Orion v2), permettono anche a Qualcomm di diminuire la propria dipendenza da Arm, le cui licenze sono necessarie alla realizzazione dell’architettura del chip e dei suoi core. Grazie a Nuvia Qualcomm può progettare in maniera completamente autonoma i core (Orion, presenti nella prima versione nello Snap X Elite con cui l’azienda di San Diego è entrata nel mercato Windows e nella seconda versione negli Snap 8 Elite) dei suoi chip e ottenendo, oltre a migliori prestazioni anche dovute alla maggiore personalizzazione che può applicare, dei margini maggiori.

    Per Qualcomm continua però ad essere necessaria la licenza sull’architettura Arm che infatti, sapendo di star perdendo un ruolo rispetto al suo primo cliente quale è Qualcomm, non è rimasta guardare. Nel 2022, Arm ha accusato Qualcomm di violazione delle licenze, affermando che Qualcomm stava continuando a sviluppare core personalizzati senza un accordo valido. Questa tensione è culminata con la notifica da parte di Arm a Qualcomm della revoca della licenza, che sarebbe diventata effettiva dopo 60 giorni. Se questa revoca dovesse andare a buon fine, Qualcomm non sarebbe in grado di produrre chip basati sulla tecnologia Arm, il che avrebbe un impatto devastante sul suo business e sull’intero settore degli smartphone e dei tablet. Qualcomm accusa Arm di atteggiamento anticoncorrenziale.

    Le ripercussioni di questo conflitto potrebbero essere enormi. Arm, che è una delle colonne portanti del mercato dei chip per smartphone, mette in gioco ben 39 miliardi di dollari di fatturato generato dai processori Snapdragon. Qualora Qualcomm dovesse perdere il diritto di utilizzare la tecnologia Arm, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche non solo per la disponibilità di dispositivi Android, ma anche per il settore automobilistico e altri ambiti in cui Snapdragon è un elemento chiave.

    Anche per Arm però questo potrebbe essere un problema, considerato il peso che Qualcomm ha nel fatturato di Arm. La differenza però è evidente: Qualcomm basa la quasi totalità del suo modello di business si ciò che le licenze di cui abbiamo discusso le permettono di fare, mentre Arm continua ad avere altri importanti acquirenti anche grazie al crescente interesse verso il mondo Windows on Arm, in cui anche Nvidia vuole entrare.

    L’incognita NVIDIA e il futuro dell’architettura Arm

    NVIDIA, leader indiscusso nell’ambito dei processori per l’intelligenza artificiale, ha annunciato lo sviluppo di un processore ARM per PC previsto per il 2025. Anche AMD si prepara a lanciare i propri chip ARM per PC, segnando un’altra sfida diretta a Intel e all’ecosistema x86. Microsoft, che sostiene l’evoluzione di Windows verso il machine learning, sembra appoggiare pienamente questa transizione verso ARM, mettendo Qualcomm in una posizione scomoda: competere non solo con Arm, ma anche con altri colossi come NVIDIA e AMD pronti a puntare forte sulla stessa architettura.

    L’alleanza tra Intel e AMD: un nuovo fronte di battaglia

    Da unaltro lato arriva un altro colpo, stavolta verso Arm, che rischia però di colpire anche Qualcomm, infatti altri giganti del settore si stanno muovendo. Intel e AMD, storici rivali, hanno unito le forze per difendere l’architettura x86 dalla crescente ascesa dei processori Arm nel mondo del personal computing. Questo nuovo “Ecosystem Advisory Group x86” ha l’obiettivo di garantire la compatibilità tra le piattaforme, semplificare lo sviluppo del software e contrastare l’espansione di Arm nel settore dei PC e data center.

    La collaborazione tra Intel e AMD, insieme ad altri grandi nomi dell’IT come Microsoft e Google, è chiaramente una risposta alla crescente pressione esercitata da Arm, che ha visto una significativa espansione con il successo dei chip Apple Silicon e i nuovi Snapdragon X di Qualcomm. La sfida per il dominio tecnologico si intensifica e Qualcomm, già impegnata nel contenzioso legale con Arm, si ritrova ora a fronteggiare anche la competizione sempre più agguerrita nel mondo dei PC.

  • Tesla Robotaxi e Rovan

    “Il futuro deve apparire come il futuro” ha detto Elon Musk durante la presentazione dei nuovi giocattolini dell’azienda di Palo Alto. La visione del magnate sudafricano non si ferma mai infatti di sorprendere e di affascinare. Durante il recente evento organizzato da Tesla, Musk ha presentato i nuovi veicoli autonomi che cambieranno radicalmente il modo in cui pensiamo ai trasporti. I protagonisti dell’evento sono stati il Robotaxi, denominato “Cybercab”, e il Rovan, un van futuristico pensato per trasportare una ventina di persone. Entrambi i veicoli incarnano la visione di Tesla di un futuro in cui i mezzi non solo si muovono autonomamente, ma sono in grado di essere parte della società.

    Il Robotaxi: Cybercab

    Elon Musk ha svelato il Robotaxi, soprannominato Cybercab, durante un evento ambientato presso gli studi di Hollywood, dove Tesla ha creato un’intera città simulata per dimostrare le capacità del nuovo veicolo. Il Cybercab si distingue per il suo design senza compromessi: nessun volante, nessun pedale, e porte a forbice futuristiche. Il suo scopo è chiaro: fornire un servizio di trasporto completamente autonomo, senza bisogno di intervento umano, anche a costi ridotti, rendendolo accessibile come un’alternativa di “trasporto di massa personalizzato”. Secondo Musk, il costo per miglio di un viaggio in Cybercab potrebbe scendere fino a meno di 15 centesimi per km, molto meno del costo attuale dei mezzi pubblici tradizionali.

    Il Cybercab non è solo un mezzo di trasporto personale, ma rappresenta un nuovo modello di business: autonomia come servizio. I proprietari del veicolo potrebbero decidere di mettere a disposizione il loro Cybercab, facendolo circolare e guadagnando soldi nei periodi in cui non ne hanno bisogno, in modo simile a come si fa con gli appartamenti su Airbnb. Tesla punta molto sulla tecnologia di aggiornamento software over-the-air, che permetterà ai veicoli già circolanti di diventare autonomi a seguito di un semplice aggiornamento.

    Una delle caratteristiche più sorprendenti del Cybercab è la ricarica a induzione, che elimina la necessità di cavi. Basterà parcheggiare il veicolo su una piastra apposita e questo si ricaricherà automaticamente, semplificando ulteriormente l’esperienza utente. Ma Musk non ignora le difficoltà: i robotaxi avranno bisogno di pulizia e manutenzione regolare, un compito non trascurabile per una flotta pensata per circolare senza sosta.

    “La guida autonoma senza supervisione è vicina ed è tra le 10 e le 20 volte più sicura della guida lasciata alla responsabilità di una persona. Quando uscirà il Cybercab, sarà matura. La renderemo possibile ovunque la legge lo consentirà. E la attiveremo su tutte le nostre auto, aprendo nuove opportunità di guadagno per gli automobilisti che hanno acquistato uno dei nostri modelli”. “Salverà vite e preverrà le lesioni”, ha detto Elon. Non c’è molto da aggiungere.

    Rovan: Il Van del Futuro

    Oltre al Cybercab, Musk ha presentato il Rovan, anche conosciuto come Robo Van, un veicolo che combina l’estetica “retro-futuristica” con la funzionalità moderna. Il design del Rovan si ispira al movimento Art Deco, richiamando la visione che negli anni ’30 si aveva del futuro, ma con tutta la tecnologia del ventunesimo secolo. Questo veicolo è concepito per trasportare fino a 20 persone o merci, rendendolo ideale sia per il trasporto collettivo che per la logistica urbana. Musk vede il Rovan come la soluzione perfetta per ridurre il costo per miglio a livelli estremamente bassi.

    Il Rovan non è solo un mezzo di trasporto: rappresenta una nuova frontiera per l’uso efficiente degli spazi urbani. In un futuro in cui i veicoli autonomi sono la norma, Musk immagina città libere dai parcheggi, sostituiti da parchi e aree verdi, dato che i robotaxi e i Rovan possono circolare senza mai dover “riparare” in uno spazio riservato.

    Un Futuro Ambizioso

    “Qualcuno potrebbe effettivamente gestire una flotta di auto, diciamo 10 o 20, e prendersene cura come un pastore si occupa del suo gregge. Avresti il tuo piccolo gregge di auto e saresti il pastore che le gestisce. Penso che sarebbe piuttosto cool”. Quest’uomo non smette mai di sorprendere.

    Ha parlato anche di Optimus, il robot umanoide che, secondo Musk sarà “il prodotto più venduto di tutti i tempi”.

    Con questi nuovi veicoli, Tesla non sta semplicemente immaginando il futuro, ma sta cercando di costruirlo, un passo alla volta. E se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che quando Elon Musk punta su qualcosa, il mondo lo segue.

  • Con Canvas OpenAI lancia la sfida a Word e Docs

    Intendiamoci, le possibilità del nuovo strumento firmato dall’azienda di Sam Altman non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle delle principali soluzioni di produzione di testo già presenti sul mercato. Non si possono caricare immagini, non si può regolare la dimensione e la distribuzione del testo, inserire commenti, scaricare il documento come file e soprattutto una sezione dove visualizzare tutti i canvas, riunirli in cartelle, ecc.

    Per iniziare ho chiesto alla nuova funzione di ChatGPT di raccontarsi e raccontarci le sue potenzialità e questo è ciò che mi ha risposto:

    “Sono il canvas, uno spazio pensato per aiutarti a sviluppare le tue idee in modo strutturato e organizzato. Qui puoi scrivere liberamente, annotare pensieri, fare brainstorming o creare contenuti di qualsiasi tipo. Che tu voglia lavorare su un progetto personale, elaborare un testo creativo, o tenere traccia di qualcosa di importante, io sono qui per assisterti.

    Il mio scopo è quello di offrirti un ambiente in cui puoi concentrarti sulla scrittura, senza distrazioni. Quando hai bisogno di fare delle modifiche, sono qui per aiutarti a rendere tutto più fluido e coerente. Posso anche adattarmi alle tue richieste e apportare cambiamenti al testo che scrivi, così come perfezionare la forma o aggiungere dettagli.

    Quindi, se ti viene in mente un’idea, non esitare a scriverla qui. Se vuoi migliorare un testo o provare nuove direzioni creative, possiamo farlo insieme. Sono il tuo spazio digitale per dare forma alle tue idee.”

    Canvas rappresenta infatti una nuova modalità di interagire con ChatGPT, pensata specificamente per la scrittura e la programmazione. È un’interfaccia che permette di lavorare fianco a fianco con ChatGPT su progetti complessi, superando i limiti dell’interazione tramite semplice chat. Invece di operare direttamente nella finestra di chat, Canvas apre una finestra separata, consentendo una collaborazione più strutturata e mirata. Questo approccio offre maggiore chiarezza e la possibilità di organizzare l’aiuto che ChatGPT ci dà come se fosse un documento google o un file word, ma con l’integrazione di uno dei migliori sistemi di AI sul mercato.

    Tra le funzionalità di Canvas troviamo per il momento cinque funzionalità principali. Nella UI è presente un simbolo in basso a sinistra. Se ci posizioniamo sopra con il cursore, questo simbolo si espanderà a formare una barra in cui possiamo selezionare una tra le varie funzionalità disponibili. Le cinque funzionalità sono pensate per facilitare la creazione e la revisione dei contenuti in modo versatile ed efficace. Possiamo, ad esempio, chiedere a ChatGPT di suggerire modifiche per migliorare il nostro testo, come la coerenza stilistica o l’eliminazione di ripetizioni. Ad esempio, potrebbe suggerire di sostituire una frase passiva con una forma attiva per rendere il testo più incisivo, o di eliminare parole ridondanti per migliorare la chiarezza. Un’altra opzione è quella di regolare la lunghezza del testo, chiedendo di estenderlo o accorciarlo secondo le necessità specifiche del progetto. Inoltre, possiamo modificare il livello di lettura del contenuto (ad esempio, da scuola materna a livello universitario), garantendo che il testo sia adeguato al pubblico di riferimento. Canvas offre anche la possibilità di aggiungere una rifinitura finale, per apportare correzioni grammaticali, migliorare la struttura o la fluidità di lettura, e, infine, la buffa funzionalità di inserire emoji.

    Coding

    Per quanto riguarda la programmazione, Canvas offre un’interfaccia che rende più agevole la revisione del codice. Puoi chiedere a ChatGPT di aggiungere commenti, di effettuare debug o di portare il codice da un linguaggio all’altro, come JavaScript, Python o C++. Questo tipo di collaborazione facilita notevolmente il processo di sviluppo e migliora la qualità del codice prodotto, offrendo suggerimenti in tempo reale e la possibilità di effettuare modifiche mirate.

    Canvas si adatta automaticamente al contesto, decidendo se aprirsi per determinate attività, come scrivere un post sul blog o sviluppare un codice complesso. Inoltre, offre la possibilità di ripristinare versioni precedenti del lavoro, una funzione molto utile per mantenere il controllo su ogni modifica effettuata.

    La visione alla base di Canvas è quella di rendere ChatGPT non solo uno strumento di assistenza, ma un vero e proprio collaboratore creativo, capace di contribuire attivamente a tutte le fasi di un progetto. Questo è reso possibile grazie a una formazione avanzata del modello GPT-4o, che è stato ottimizzato per comprendere il contesto, effettuare modifiche mirate e fornire suggerimenti puntuali. L’obiettivo è migliorare continuamente la qualità delle interazioni e rendere l’esperienza utente sempre più fluida e produttiva.

    Canvas è attualmente in fase beta e disponibile per gli utenti Plus e Team di ChatGPT, con l’intenzione di estendere l’accesso agli utenti Enterprise ed Edu nella prossima settimana e, successivamente, a tutti gli utenti del piano gratuito una volta completata la fase beta. Questo rappresenta un passo importante per rendere l’IA più accessibile e utile, ridefinendo il modo in cui interagiamo con questi strumenti.

    Insomma OpenAI sa bene che per stare sullo stesso ring dei colossi che hanno dominato gli ultimi due decenni deve creare un ecosistema e questo è solo l’inizio. Grazie per aver letto.

  • Meta presenta Orion e… no, non è GPT5

    Continuano gli sforzi del buon vecchio Zuck per costruire quelle che lui definisce le “next computing platforms”, ovvero la nuova tecnologia che si affiancherà al PC e allo smartphone.
    Il 25 settembre a San Francisco si è tenuto il Meta Connect 2024, l’evento per gli sviluppatori dell’azienda che controlla Facebook
    Traduzioni in tempo reale, interazione vocale con MetaAI, chat che ti permettono di parlare con i propri creator preferiti attraverso l’AI e il nuovo visore economico. Tante le novità presentate all’evento. Ci sono però tre realese che portano tutto al prossimo livello.

    Llama adesso è multimodale

    Meta ha presentato quattro nuovi modelli: Llama 3.2 1B, 3B, 11B e 90B. I primi due sono molto piccoli ed efficienti, perfetti per essere usati on-device. Llama 3.2 11B e 90B invece sono, per la prima volta per Metà, multimodali. Possono quindi ricevere in input anche le immagini. Questo è solo un piccolo assaggio di ciò che vedremo in Llama 4, che sarà completamente multimediale e sarà al livello degli altri player del settore.


    Zuckerberg ha ribadito inoltre sul palco del Connect che intende rendere MetaAI, piattaforma chatbot disponibile su Facebook, Istagram e Whatsapp (non in UE) la piattaforma AI più utilizzata nel mondo e, forse ci sono già arrivati.

    Traduttore audio e labbiale per tradurre video e reel

    È stato fatto vedere anche questo all’evento ed è perfetto. Questo è potenzialmente in grado di mandare a casa traduttori e doppiatori. Pensate poter ascoltare nella vostra lingua una persona che parla in una qualsiasi lingua, un particolare contenuto on-line disponibile solo in finlandese. Straordinario

    Orion, gli occhiali AR più avanzati al mondo

    “Ci sono voluti 10 anni di lavoro” ha detto Mark Zuckerberg.
    Dieci anni fa Facebook (oggi Meta) ha comprato Oculus, quattro anni fa l’accordo con Ray-ban, oggi qualcosa di completamente nuovo.

    Per il momento è solo un prototipo ma è già completamente funzionante.
    Sul sito si legge: “Invece di correre a metterlo sugli scaffali, abbiamo deciso di concentrarci prima sullo sviluppo interno, il che significa che possiamo continuare a costruire rapidamente e continuare a spingere i confini della tecnologia, il che ci aiuta ad arrivare a un prodotto di consumo ancora migliore più velocemente”. Una chiara frecciatina ad Apple che ha portato sul mercato un visore senza moltissime app famose, con il caso più eclatante dell’assenza dell’app di YT.


    “Sarà probabilmente il prodotto più pregiato e costoso tra gli occhiali, ma si spera che sia comunque qualcosa che, come un computer, sia generalmente accessibile alla maggior parte delle persone nel mondo”.
    Meta con questo prodotto segue il solco di Apple che, con il Vision Pro ha cominciato a separare i pezzi del prodotto, mettendo la batteria in tasca, collegata con un cavo. Orion infatti funziona con un bracciale al polso che riconosce dei segnali che si fanno con le mani per controllare il dispositivo e un blocco che può essere messo addosso o sulla scrivania con parte del compute.


    “It’s the next computing platform” ha detto Zuck sul palco.
    Il mercato del XR passerà, secondo IDC, da 6,7 milioni di unità nel 2024 a 22,9 milioni nel 2028, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 36,3%. Una miniera d’oro in cui Meta vuole scavare.

  • l’Italia volta le spalle all’Ucraina, la Turchia alla Russia

    Quasi tutti i deputati della delegazione italiana al Parlamento EU votano contro la possibilità di un paese in guerra (non per colpa sua chiaramente) di fare in modo che non gli vengano sparati missili in modo indiscriminato, ad esempio, sulla popolazione. La risoluzione è passata comunque ma di c’erto non grazie all’Italia. È necessario, doveroso, però riconoscere che 7 (su 76) hanno votato a favore, insieme ai gruppi eurpei di appartenenza e contro le indicazioni dei segretari di partito. Questo numero però diminuisce a 4 considerando i tre (di FI e FdI) che hanno detto di essersi sbagliati (see, vabbè).

    I nostri quattro eroi sono: Marco Falcone (Forza Italia-PPE), Massimiliano Salini (Forza Italia-PPE), Elisabetta Gualmini (Pd-S&D) e Pina Picierno (Pd-S&D). A questi aggiungiamo Giorgio Gori e Dario Nardella, che non hanno potuto essere a Strasburgo. Il risultato quindi è 6 su 76.

    l’Italia è l’unico grande paese europeo i cui deputati hanno votato per la maggior parte contro è proprio l’Italia, che rimane, come accade spesso negli ultimi due anni, isolata rispetto a Germania e Francia, a cui si sta aggiungendo per la questione Ucraina anche la Polonia [qui cosa scrive Enrico Borghi – IV].
    A qualcuno però non è bastato votare contro, no, c’è anche un emendamento interessante sulle brigate neo-naziste.

    Siamo allo stesso livello di quando a Marzo il parlamento ha dovuto votare sulla possibilità delle navi italiane in missione nel Mar Rosso a difendersi dai missili degli Houthi. Povera Italia.

    Nel frattempo, mentre noi continuamo a pensare a quanto la guerra sia brutta, le banche turche iniziano a togliersi dai giochi per aggirare le sanzioni verso la Russia. Riporta il Turkiye Today:

    Una fonte intervistata dalla TASS ha indicato che Elmak Katilim Bankasi attualmente gestisce le transazioni tra il rublo russo e la lira turca. La fonte ha affermato: “Quasi tutte le banche turche vogliono ritirarsi completamente dalle transazioni con Russia e Bielorussia. Per proteggersi da problemi futuri come sanzioni e restrizioni, stanno cercando di trasferire tutte queste operazioni a Emlak Katılım Bankası”.

    L’ambasciatore russo in Turchia Aleksei Erkhov dice:

    “I casi in cui le banche turche fanno pressione sulle imprese coinvolte nei trasferimenti di merci verso la Russia sono diventati più frequenti”, “Questi clienti vengono identificati attivamente, i loro trasferimenti bloccati o i loro conti completamente chiusi.”

    Gli sforzi degli USA nel colpire chi cerca di sciare le sanzioni sembrano pian piano funzionare, quelli dell’Italia invece, sembrano inesistenti.

  • Marattin lascia IV alla ricerca di nuovi Orizzonti. Liberali.

    È ufficiale. Marattin non aspetta l’assemblea del partito. Sarebbe inutile dice, “la linea è già decisa”. È proprio su questo punto che arriva l’accusa di Raffaella Paita, Coordinatrice Nazionale del partito dell’ex PdC, che dice su X: “Non è la prima volta che alcuni amici rinunciano a contarsi con i voti”.
    Questo ormai è passato, guardiamo al futuro: Dove vuole andare il deputato?
    Fondare un nuovo partito, certo, ma “in Italia è pieno di persone che si sono svegliate una mattina e hanno fondato un partito”. Fonda invece “Orizzonti Liberali”, per dialogare con Nos e LibDem e, spera il Partito Repubblicano. A questa idea si sono mostrati entusiasti alcuni membri di Azione, come Giulia Pastorella su X: “Sapere che Azione non è sola nel tentativo di scardinare questo sistema bipolare mi dà speranza”.

    Per l’ex renziano la porta per Azione è sempre aperta purché Calenda accetti di misurarsi in un congresso aperto e democratico. Ad una domanda fatta da La Voce Repubblicana il deputato risponde così:

    Nel caso se lo riprenderebbe Renzi nel partito liberal democratico? E cercare di mettere una parola buona con Calenda?
    “Ho passato più di due anni a mettere “parole buone” e cercare di far lavorare insieme Iv e Azione. Ho fallito, o comunque non sono stato ascoltato. Ora preferisco guardare avanti”.

    La domanda su Renzi gli viene posta più volte ma lui taglia dritto: “mi ‘spiace vedere ogni giorno ex esponenti di IV chiedere in ginocchio ‘fateci entrare per favore’ “

    Su un possibile progetto che riguardi anche il Movimento Drin Drin dell’economista Michele Boldrin e dell’imprenditore Alberto Forchielli, Marattin non fa riferimento ma Forchielli, rispondendo ad un commento su X dice che stanno dialogando.

    La strada verso un avvicinamento è però difficile anche se, forse, inevitabile. La differenza politica, che in quest’area di “centro” anche se minore si fa sentire, tra i due progetti è evidente. Per DrinDrin “non è importante di che colore sia il gatto, l’importante è che mangi il topo” mentre Marattin alla domanda “Esclude a priori una coalizione con uno dei due poli?” risponde secco: “Sì”.

    L’unica dei due poli invitata alla festa sembrerebbe quindi FI ma alla condizione che “se in futuro” -ride- FI “vorrà staccarsi da quelle posizioni e costruire qualcosa di diverso al centro, vedremo”.


    Saranno quindi Marattin&Co in grado di guidare il centro -e l’Italia- verso una nuova era, o sono quella luce è solo una delle tante comete che illude di esaurire desideri per poi scomparire a causa di ciò che la circonda? La risposta a questa domanda la lascio a voi! Grazie per la lettura.