Il Coraggio di Partire – il racconto di due giornate

Con l’evento “Il coraggio di partire” che si è tenuto sabato 23 novembre, e domenica 24, le tre associazioni promotrici dell’evento vogliono indicare una strada. Anzi, vogliono parlare e fare parlare di un percorso: quale strada prendere, con quale cavallo percorrerla, come prepararsi, come raggiungere l’arrivo avendo moltiplicato i cavalli e i cavalieri. Per parlare di questo viaggio si è deciso di partire non dalle persone, da chi cavalcherà davanti a tutti, ma di parlare dei temi, di quale è il punto di arrivo, che cavalli scegliere, quanto veloce farli andare.

C’è stato prima di tutto un confronto eccellentemente moderato da Andrea Bignami, conduttore di Sky TG 24 Economia, tra Carlo Cottarelli, Carlo Alberto Carnevale Maffé e Alessandro De Nicola. In seguito si sono susseguiti interventi da parte di insegnanti, imprenditori, persone che stanno partecipando nei territori e infine i leader nazionali.

Ho selezionato alcune idee, spunti, punti salienti dell’evento.

Sabato

DAVIDE TABARELLI:

  • Senza energia non c’è crescita (la decrescita felice della richiesta di energia non ha senso – tema che è ritornato più volte nell’evento, ndb)

CARLO ALBERTO CARNEVALE MAFFÉ:

  • Se la democrazia è malata e manca il medico – un partito liberale – non ha senso parlare dei temi (perché su quelli siamo d’accordo, ndb)
  • Partito liberale deve parlare con la tecnologia, senza lasciarla ai 5S. Ai giovani non arriva il volantino al mercato (con frecciatina a Calenda), non leggono neanche Il Riformista.
  • Serve l’alternativa tra l’oligopolio di poche aziende (si sta parlando dei prezzi troppo bassi per la troppa concorrenza nelle aziende di rete dati, ndb) e il monopolio dello stato per troppe regole
  • Ha parlato di nuovo in conclusione di saper usare la tecnologia e non lasciarla ai russi

CARLO COTTARELLI:

  • Il cittadino non voterà per quello o quell’altro se fa una buona legge sui balneari o sui tassisti, ma il voto dei tassisti o balneari cambierà – è il problema delle corporazioni – la concorrenza è a lungo termine – serve tempo per strappare uno ad uno questi problemi (le corporazioni)
  • Domanda dal pubblico – risposta: sarà difficile diminuire il rapporto debito/PIL con le nuove regole poco stringenti del patto di stabilità

MAURO GRASSI:

  • In Italia abbiamo troppi soggetti che si occupano dell’acqua
  • Con il PNRR non è stato toccato abbastanza il problema dell’acqua
  • Per fare un serio piano bisogna passare da 6 a 17 miliardi per rilanciare il paese rispetto al problema dell’acqua – il totale degli anni del problema sono 176 mld – che è meno di quello che si ha speso per i bonus edilizi

GUIDO SARACCO:

  • Non si può pensare intelligentemente le applicazioni delle nuove tecnologie senza le discipline umanistiche e gli umanisti hanno bisogno di conoscere le basi scientifiche delle nuove tecnologie
  • È necessario fare in modo che queste tecnologie – ad esempio l’intelligenza artificiale – siano italiane

ALESSIO CARCIOFI:

  • Telefono a 6 anni
  • 6,4 ore di smartphone al giorno – nessuno ci insegna come usare questi strumenti
  • Non dare il cellulare significa semplicemente ritardare il problema
  • La sfida è quella di andare sulle piattaforme, viverle, ma poi sapere ritornare (diritto di disconnessione)

CESARE GALLI:

  • Mettere i paletti solo dove e quando servono e a livello europeo riguardo al tema AI
  • Regolamentare in questo modo, anche avendo regolamenti diversi tra i vari stati UE è inutile oltre che sbagliato

LAURA SIDOTI:

  • Lo Ius scholae è necessario ma non sufficiente – la scuola è in grado di formare dei cittadini che siano italiani e che credono nei nostri valori? Dipende
  • I temi politici nelle scuole vengono evitati, in Francia parlare di Shoah è ritenuto scomodo
  • Vogliamo giovani che ci criticano!
  • Bellissimo intervento

COSTANTINO DE BLASI:

  • l’Italia non è un paese facile per portare parole come concorrenza, merito, ecc
  • C’è in Italia la richiesta di partito liberale?
  • Come avvicinare le persone a concetti di merito, concorrenza, democrazia? – le persone non conoscono bene questi temi
  • Dobbiamo dire cose forti, dobbiamo capire come parlare con un linguaggio difficile, dire cose che le persone non vogliono sentirsi dire. La competitività e concorrenza lasciano qualcuno da parte ma fanno bene al corpo del paese
  • È necessario un partito liberale? SI. Dobbiamo dire parole dure.
  • Il progetto politico serve se si ara e concima il terreno. Si deve stimolare la domanda politica nel modo giusto.
  • Cercate di capire come parlare ad un pubblico che non è quello di iscritti ma che vi deve votare.
  • Domanda dal pubblico: Quale è la sua posizione sul premierato? – risposta: Io penso che devono essere messe da parte in questo paese le riforme istituzionali. Servono? Si, ma ci sono altre cose da fare.

FRANCESCA SCOPELLITI:

  • Delmastro per le sue dichiarazioni sul togliere il respiro doveva farlo sollevare all’incarico da parte della presidente del consiglio e mandarlo via dal partito, mandarlo in carcere così capisce e mandarlo a scuola (questo tema è ritornato più volte nell’evento)

MASSIMILIANO ANNETTA:

  • La riforma della giustizia non si fa perché non la vuole fare nessuno

Domenica

LE VOCI DEL TERRITORIO:

  • Contendibilità nei territori – i dirigenti territoriali sono nominati dai leader nazionali – io non so chi sia il mio rappresentante territoriale

EMANUELE CRISTELLI:

  • Ripartiamo dalle università – sono i giovani e giovanissimi che hanno rappresentato la forza del terzo polo
  • Abbassare le tasse agli studenti meritevoli

EMANUELA PISTOIA:

  • Lo scopo del territorio è quello di intercettare la domanda politica anche che proviene da chi ha votato un mondo sovranista e populista – non deve servire come circolo dei fan del leader

GIANPAOLO SODANO:

  • Non si costruisce una comunità solida e coesa su un programma, bisogna unire un programma ai candidati. Ma non non abbiamo delle liste, abbiamo bisogno di un partito. A palazzo Chigi si scrivono le norme e i decreti ma alla società serve di più: costruire e pensare il futuro. Questo si fa con il coraggio della speranza

Sono passati anche Alberto Forchielli e Michele Boldrin (il secondo però non ha parlato). Ho avuto la possibilità do porre un paio di domande a Forchielli, trovate qui l’articolo del blog.

VOCI DAI TERRITORI:

  • Voler essere liberi significa volere che anche gli altri siano liberi

ALBERTO MARCHETTI:

  • Citando Einaudi: serve l’eguaglianza dei punti di partenza

VOCI DAI TERRITORI :

  • Il tempo pieno obbligatorio (nelle scuole, ndb) deve essere un cambiamento epocale
  • Per creare le competenze servono le conoscenze
  • Con l’era digitale la burocrazia nella scuola è aumentata, questo è un SOS
  • Mense gratuite nelle scuole – togliere l’onere di mettere 85/100€ al mese dalle tasche degli italiani per la mensa scolastica può essere un modo per prendere voti

ROBERTO BELLIA:

  • Nos è felicissima di lavorare con OL, con Libdem, ma serve unire tutte le forze di quest’area

GIORGIA BELLUCCI:

  • Non abbiamo bisogno di federatori, quelli li lasciamo al centrosinistra
  • Non ci si scusa mai in politica quando si sbaglia ma noi lo faremo perché noi avremo un modo nuovo di fare politica

È seguito poi un bel intervento di Oscar Giannino

CARLO COTTARELLI:

  • Noi siamo contro sia al monopolio pubblico che a quello privato

ALESSANDRO TOMMASI:

  • Parlando di soldi: non c’è niente di eroico nel fare politica con poco
  • Essere giovani non è un valore se si ferma ad una dato anagrafico
  • Non è uno sconto tra generazioni, dobbiamo andare insieme

ANDREA MARCUCCI:

  • Bellissimo intervento
  • I liberali hanno fatto la storia dell’occidente perché hanno creduto nel futuro e nelle capacità e libertà individuali
  • Quelli che si professano liberali e non vogliono unirsi avranno una grande responsabilità. Noi apriamo le braccia a tutti. Saremo pronti a discutere di temi, saremo pronti sui territori, saremo pronti a costruire insieme un partito
  • Bisogna smettere di pensare a ciò che ci divide perché essendo liberali ci sarà sempre qualcosa che ci divide

GIULIA PASTORELLA:

È arrivata a sorpresa sul palco Giulia Pastorella, che si è recentemente candidata contro Carlo Calenda alla segreteria di Azione, per andare verso un partito unico.

  • Vi prego di non sputare su chi ci ha preceduto (Calenda, ndb) e in buona fede voleva andare dove vogliamo andare noi

LUIGI MARATTIN:

  • Ci dicono che siamo dei folli: la vera follia sarebbe rimanere inermi e rassegnati
  • Cita Alessandro De Nicola nel 2012: “possiamo spensdere perché siamo keynesiani. Con i propri soldi nessuno è keynesiano”
  • La politica funzionerà quando si capirà che chi è accanto a te non è un competitor ma qualcuno con cui cooperare e qualcuno che tu aiuta a fare meglio
  • Bisogna capire, anche chi vi parla, che quando ci si rende conto che si può essere un ostacolo si deve fare qualcos’altro – e io lo farò
  • Dare agli italiani la possibilità di scegliere il proprio parlamentare è quello che vogliamo fare, con il proporzionale o con le preferenze
  • Un partito che non usa i territori come dei camion su cui arriva il Messia
  • La nostra scuola di formazione sarà un luogo dove si formerà i ragazzi, li si esaminerà e li si boccerà

Insomma, sala piena, evento di successo, persone da tutte le componenti del mondo repubblicano-liberale di centro. Il cantiere è aperto. Ora è necessario concentrarsi su ciò che unisce, e magari usare le lievi differenze come un’opportunità per avere un’offerta finale migliore perché, per citare Andrea Marcucci “essendo liberali ci sarà sempre qualcosa che ci divide”.

Grazie per avermi letto!

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