Qualcomm nel fuoco incrociato: Android trema

Sembrava impossibile da anche solo immaginare, ma oggi Qualcomm è sotto scacco: l’azienda di San Diego è sotto il fuoco incrociato da una parte dai competitor Intel e AMD, e dall’altra da un partner storico come Arm, mentre anche NVIDIA si prepara ad entrare in scena. Insomma, il futuro di Qualcomm non è mai stato così incerto.

Snapdragon 8 Elite: una promessa di potenza

Il recente lancio dello Snapdragon 8 Elite ha rappresentato un cambio di passo in termini di prestazioni dei chip android. Questo nuovo SoC rappresenta un’importante evoluzione rispetto alle generazioni precedenti. Basato sui core Oryon di seconda generazione, progettati interamente da Qualcomm tramite Nuvia, Snapdragon 8 Elite offre un miglioramento del 45% delle prestazioni rispetto allo Snapdragon 8 Gen 3. Le specifiche parlano chiaro: i due core principali passano da 3,3 a 4,32 GHz e la memoria cache diventa da 24 MB che contribuisce a migliorare l’efficienza e le prestazioni complessive del sistema e soprattutto è fabbricato con il nodo N3E a 3nm di TSMC.

Non è tutto oro ciò che luccica però. Android Authority ha provato uno dei primi smartphone con lo Snap 8 Elite: il Realme GT7 Pro. La rivista ha testato il nuovo SoC che, dai suoi test effettuati su Geekbench 6, pareggia l’A18 Pro di IPhone 16. Arriva però a definire il chipset un “hot mess” al punto che non è riuscito a finire uno stress test della GPU. 

La guerra delle licenze: Qualcomm contro Arm

Qualche giorno dopo Bloomberg riporta di aver visionato un documento in cui Arm ha mandato un preavviso di 60 giorni a Qualcomm sulla cancellazione delle licenze che permettono al chip-maker californiano di usufruire delle architetture disegnate da Arm nella costruzione dei suoi chip.

Facciamo però un passo indietro, per capire da dove nasce la diatriba tra le due aziende americane. 

Nel gennaio 2021 Qualcomm ha acquistato Nuvia per 1,4 mln di dollari. La startup, Fondata da ex ingegneri Apple (che hanno inventato proprio la serie “A” di chip attorno a cui si forgiano i telefonini della mela morsicata), si è distinta nella progettazione di core per chip che l’ha resa appetibile per Qualcomm nella sfida contro l’azienda di Cupertino.

I chip Nuvia, inizialmente chiamati Phoenix e poi diventati Orion (e adesso Orion v2), permettono anche a Qualcomm di diminuire la propria dipendenza da Arm, le cui licenze sono necessarie alla realizzazione dell’architettura del chip e dei suoi core. Grazie a Nuvia Qualcomm può progettare in maniera completamente autonoma i core (Orion, presenti nella prima versione nello Snap X Elite con cui l’azienda di San Diego è entrata nel mercato Windows e nella seconda versione negli Snap 8 Elite) dei suoi chip e ottenendo, oltre a migliori prestazioni anche dovute alla maggiore personalizzazione che può applicare, dei margini maggiori.

Per Qualcomm continua però ad essere necessaria la licenza sull’architettura Arm che infatti, sapendo di star perdendo un ruolo rispetto al suo primo cliente quale è Qualcomm, non è rimasta guardare. Nel 2022, Arm ha accusato Qualcomm di violazione delle licenze, affermando che Qualcomm stava continuando a sviluppare core personalizzati senza un accordo valido. Questa tensione è culminata con la notifica da parte di Arm a Qualcomm della revoca della licenza, che sarebbe diventata effettiva dopo 60 giorni. Se questa revoca dovesse andare a buon fine, Qualcomm non sarebbe in grado di produrre chip basati sulla tecnologia Arm, il che avrebbe un impatto devastante sul suo business e sull’intero settore degli smartphone e dei tablet. Qualcomm accusa Arm di atteggiamento anticoncorrenziale.

Le ripercussioni di questo conflitto potrebbero essere enormi. Arm, che è una delle colonne portanti del mercato dei chip per smartphone, mette in gioco ben 39 miliardi di dollari di fatturato generato dai processori Snapdragon. Qualora Qualcomm dovesse perdere il diritto di utilizzare la tecnologia Arm, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche non solo per la disponibilità di dispositivi Android, ma anche per il settore automobilistico e altri ambiti in cui Snapdragon è un elemento chiave.

Anche per Arm però questo potrebbe essere un problema, considerato il peso che Qualcomm ha nel fatturato di Arm. La differenza però è evidente: Qualcomm basa la quasi totalità del suo modello di business si ciò che le licenze di cui abbiamo discusso le permettono di fare, mentre Arm continua ad avere altri importanti acquirenti anche grazie al crescente interesse verso il mondo Windows on Arm, in cui anche Nvidia vuole entrare.

L’incognita NVIDIA e il futuro dell’architettura Arm

NVIDIA, leader indiscusso nell’ambito dei processori per l’intelligenza artificiale, ha annunciato lo sviluppo di un processore ARM per PC previsto per il 2025. Anche AMD si prepara a lanciare i propri chip ARM per PC, segnando un’altra sfida diretta a Intel e all’ecosistema x86. Microsoft, che sostiene l’evoluzione di Windows verso il machine learning, sembra appoggiare pienamente questa transizione verso ARM, mettendo Qualcomm in una posizione scomoda: competere non solo con Arm, ma anche con altri colossi come NVIDIA e AMD pronti a puntare forte sulla stessa architettura.

L’alleanza tra Intel e AMD: un nuovo fronte di battaglia

Da unaltro lato arriva un altro colpo, stavolta verso Arm, che rischia però di colpire anche Qualcomm, infatti altri giganti del settore si stanno muovendo. Intel e AMD, storici rivali, hanno unito le forze per difendere l’architettura x86 dalla crescente ascesa dei processori Arm nel mondo del personal computing. Questo nuovo “Ecosystem Advisory Group x86” ha l’obiettivo di garantire la compatibilità tra le piattaforme, semplificare lo sviluppo del software e contrastare l’espansione di Arm nel settore dei PC e data center.

La collaborazione tra Intel e AMD, insieme ad altri grandi nomi dell’IT come Microsoft e Google, è chiaramente una risposta alla crescente pressione esercitata da Arm, che ha visto una significativa espansione con il successo dei chip Apple Silicon e i nuovi Snapdragon X di Qualcomm. La sfida per il dominio tecnologico si intensifica e Qualcomm, già impegnata nel contenzioso legale con Arm, si ritrova ora a fronteggiare anche la competizione sempre più agguerrita nel mondo dei PC.

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