l’Italia volta le spalle all’Ucraina, la Turchia alla Russia

Quasi tutti i deputati della delegazione italiana al Parlamento EU votano contro la possibilità di un paese in guerra (non per colpa sua chiaramente) di fare in modo che non gli vengano sparati missili in modo indiscriminato, ad esempio, sulla popolazione. La risoluzione è passata comunque ma di c’erto non grazie all’Italia. È necessario, doveroso, però riconoscere che 7 (su 76) hanno votato a favore, insieme ai gruppi eurpei di appartenenza e contro le indicazioni dei segretari di partito. Questo numero però diminuisce a 4 considerando i tre (di FI e FdI) che hanno detto di essersi sbagliati (see, vabbè).

I nostri quattro eroi sono: Marco Falcone (Forza Italia-PPE), Massimiliano Salini (Forza Italia-PPE), Elisabetta Gualmini (Pd-S&D) e Pina Picierno (Pd-S&D). A questi aggiungiamo Giorgio Gori e Dario Nardella, che non hanno potuto essere a Strasburgo. Il risultato quindi è 6 su 76.

l’Italia è l’unico grande paese europeo i cui deputati hanno votato per la maggior parte contro è proprio l’Italia, che rimane, come accade spesso negli ultimi due anni, isolata rispetto a Germania e Francia, a cui si sta aggiungendo per la questione Ucraina anche la Polonia [qui cosa scrive Enrico Borghi – IV].
A qualcuno però non è bastato votare contro, no, c’è anche un emendamento interessante sulle brigate neo-naziste.

Siamo allo stesso livello di quando a Marzo il parlamento ha dovuto votare sulla possibilità delle navi italiane in missione nel Mar Rosso a difendersi dai missili degli Houthi. Povera Italia.

Nel frattempo, mentre noi continuamo a pensare a quanto la guerra sia brutta, le banche turche iniziano a togliersi dai giochi per aggirare le sanzioni verso la Russia. Riporta il Turkiye Today:

Una fonte intervistata dalla TASS ha indicato che Elmak Katilim Bankasi attualmente gestisce le transazioni tra il rublo russo e la lira turca. La fonte ha affermato: “Quasi tutte le banche turche vogliono ritirarsi completamente dalle transazioni con Russia e Bielorussia. Per proteggersi da problemi futuri come sanzioni e restrizioni, stanno cercando di trasferire tutte queste operazioni a Emlak Katılım Bankası”.

L’ambasciatore russo in Turchia Aleksei Erkhov dice:

“I casi in cui le banche turche fanno pressione sulle imprese coinvolte nei trasferimenti di merci verso la Russia sono diventati più frequenti”, “Questi clienti vengono identificati attivamente, i loro trasferimenti bloccati o i loro conti completamente chiusi.”

Gli sforzi degli USA nel colpire chi cerca di sciare le sanzioni sembrano pian piano funzionare, quelli dell’Italia invece, sembrano inesistenti.

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